Nido: Birthday party di Eli

Nido: Birthday party di Eli

La mia prima festa di compleanno con una vera festa ho avuto a 18 anni. Mia mamma ci teneva di cucinare per giorni e poi farmi festeggiare con le mie amiche prima a casa, poi in discoteca. Ancora mi ricordo della serata. Arrivando poi nel mondo dei bambini di oggi (solo una generazione dopo di me), me ne rendo conto che le feste di compleanni sono diventati un business vero e proprio. C’è addirittura una competizione chi ha l’animazione più interessante, gli addobbi più originali (vabbè palloncini), la torta più buona e decorativa, etc.
Io volevo qualcosa di originale.

Il mio motivo è semplice: queste feste sono un incubo! Bambini super-zuccherati che mangiano delle robe schifose (patatine, caramelle, marshmallows, torta, rosticceria, etc.) e corrono senza controllo finché non crollano dopo aver fatto almeno un capriccio storico… Regali che aprono dopo la torta e poi tutti guardano che i bambini invitati non vogliono lasciare i giocattoli regalati ai festeggiati: un’altra scena. Poi i fratellini che devono ricevere regali ugualmente, altrimenti ‘rimangono male’ (ma perchè?), etc. etc. Io sono una persona estremamente pragmatica: i bambini devono giocare, mangiare e poi avere un momento per loro stessi.

Ho avuto anche la fortuna di lavorare insieme con una signora educatrice (anche lei mamma di due bambini) che mi ha aiutato tanto con i bambini, con il nido e la casa in questi mesi. La mia idea è stata di festeggiare il secondo compleanno di Betta con attività divertenti, ma educative (con due educatrici).
Le preparazione abbiamo cominciato due settimane prima. Abbiamo creato due squadri (che poi si sono davvero formati il giorno della festa, il 16 giugno). Per i due squadri abbiamo poi creato dei badge. Ecco quello dei robot:

Poi abbiamo strappato a mano in piccoli rettangoli alcuni dipinti vecchi e poi abbiamo scritto cosa si troverà sul tavolo della merenda.

Sul menu abbiamo messo pizza fatta a casa, dei dip (guacamola, gorgonzola), insalate, torte salate, tutto fatto a casa. Per bere acqua e un tipo di succo di frutta (niente coke).

Per i bimbi abbiamo anche trovato dei sacchetti di dolci e l’idea è stata di dare dopo ogni attività una caramella o un pacchetto di Smarties a loro, ma alla fine nessuno voleva i dolcetti (meno male). Preferivano il gelato e la torta gelato alla fine.

Il giorno cominciava con un po’ di facepaint (invece del viso abbiamo disegnato sulle mani e le braccia), poi abbiamo creato le due squadre e poi cominciato con i giochi. Abbiamo fatto la gara chi porta con i bicchieri da una bacinella in un’altra l’acqua, poi abbiamo fatto la gara, quale squadra scoppia più bolle di saponi, poi abbiamo giocato a calcio e giocato anche i Musical statues, etc. Sempre con pause e la libertà di non fare niente. Alla fine li abbiamo lasciato di giocare liberamente.

Un gran aiuto è stato che la maggior parte dei genitori sono venuti solo alla fine della festa (approfittando di una mattina libera). I bambini che sono stati con noi senza i genitori, si sono divertiti tanto senza un capriccio. I bimbi che hanno avuto la mamma o il papà presente, trascorrevano tanto tempo in braccio e non hanno giocato volentieri. Tanto per dire la differenza. Tutti i genitori poi sono venuti per la competizione che decora il gelato più bello e anche per la torta.

Alla fine della festa tutti hanno avuto un sasso fatto da noi come pesalettere:

Io ho corso almeno una mezza maratona, ho mangiato pochissimo che ha aiutato tanto la mia dieta. I genitori presenti erano seduti tutto il tempo, godendosi una mattina senza stress. La festa è rimasta ‘a misura dei bambini’. Tutti hanno corso/ballato/sudato, ma nessuno si è scatenato senza controllo (che io personalmente trovo una cosa da evitare). Non so se si ricorderanno di questa festa, Eli non penso, ancora troppo presto. Però con tutti i progetti che abbiamo fatto già prima della festa, la preparazione tutto con i bimbi ha reso la giornata molto speciale. Tutti abbiamo memorizzati i compleanni, chi sarà il prossimo a fare la festa e come sarà la sua festa – e tutto in inglese. Un periodo molto attivo linguisticamente e per Eli anche emozionalmente.


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