Mother to Mothers: No TV? Maybe yes.

Mother to Mothers: No TV? Maybe yes.

Da un po’ volevo scrivere sulla televisione, ma anche la mia opinione da mamma aveva cambiato parecchi volte. Vorrei parlare del guardare la TV in una seconda lingua, qua l’inglese, discutendo le vantaggi e le svantaggi generali.
Quando Enrico è nato nel novembre 2014, l’ho fatto vedere il canale Baby TV di Sky che potevo impostare in inglese. Un canale bello, perché offre storie, canzoncine, filastrocche senza interruzioni di pubblicità. Speravo che Enrico avrebbe avuto una predisposizione maggiore per la lingua inglese avendo ascoltato suoni nativi dai primi mesi della sua vita (si pensa che i bambini saranno capaci di distinguere e pronunciare tutti i suoni che sentono nei primi 9 mesi di vita). A circa due anni ha passato poi a Peppa Pig che aveva già conosciuto attraverso i libri. Per un po’ siamo stati gran fans di Peppa. Ma con le storie guardate – sempre in inglese – non era l’acquisto linguistico l’unica cosa che potevo osservare e dovevo gestire.

Certamente ha imparato qualche parole, oltre hello, bye, thank you, Peppa, pige tanti altri animali (sheep, zebra, dog, cat, pony, wolf, bull, rabbit,etc.), anche parole più rare come fire(dal episodio quando Papà Pig organizza un barbecue con i amici che finisce in un incendio), poi jumpperché Peppa e amici sempre saltellano nelle pozzanghere oppure Santa Clause sleighdai episodi invernali. Ma tutto questo è sempre stato accompagnato se non guidato dai libri di Peppa dove leggevamo tante storie viste alla TV. Non ha mai pronunciato una frase o più di una-due parole dopo aver guardato la TV in inglese. Così onestamente dubbito che la TV in sé potrebbe insegnare la lingua ai bambini. Può dare una base di buon ascolto che fa la base di una buona pronuncia e si imparano tante parole. Ma tutto questo deve essere poi messe in frasi, in contesti, usati in altri contesti, in discorsi (la mancanza più grande della TV che non interagisce, non risponde e non fa domande vere ai bambini, tutto questo è la base di insegnare qualunque lingue a loro).
Allora linguisticamente una cosa non inutile, ma da solo poco utile guardare la TV in inglese.

Però, verso 18-20 mesi Enrico ha cominciato di reagire male quando doveva lasciare la TV, si buttava per terra, è diventato capricciosissimo, ed anche dopo le due anni cambiava completamente dopo aver guardato qualche programma. Piagnucolava, ogni tanto pretendeva la TV in momenti quando sceglieva lui, sembrava di dimenticare le cose che di solito sapeva (vestirsi, lavarsi, etc.) quando si sentiva trascinato dal mondo immaginario della TV. La cosa migliorava un po’ quando gli anticipavo e sapeva che solo uno o due episodi poteva vedere di un certo cartone animato e lo ripetevamo alcune volte prima di accendere la TV. Ogni tanto poi ci sorprendeva e diceva dopo l’episodio scelto ‘adesso basta‘ e spegneva lui la TV. Tutto questo ci faceva capire che ormai comprendeva che la TV doveva essere limitato sia per il tempo, sia per lo spazio. Ma ancora ogni volta che si accendeva la TV diventava uno zombi: fissava ipnotizzato lo schermo senza reagire a domande e forse nelle ultime settimane riesce a rispondere alle domande cosa ha visto prima in TV.

Tutto questo mi dovrebbe convincere di non fare mai vedere la TV a lui. Però ci sono alcuni fattori che trovo importante considerare:
– mia figlia che ancora piccola non mostra nessun interesse allo schermo della TV, mentre Enrico già nella sua età si lasciava dondolare dal mondo colorato di Baby TV, allora ci deve essere una predisposizione per la TV ed altri canali virtuali;
– le immagini visuali arrivano prima a lui e si ricorda alcuni dettagli dopo aver visto un episodio della TV: tutta la storia di Babbo Natale ha conosciuto attraverso Peppa Pig, anche se non si ricorda delle storie complete, ma si ricorda di scene (l’incontro con Babbo Natale o la slitta che vola);
– vietare la TV completamente trovo assolutamente ingiusto in un mondo dove non si capiscono tante cose senza conoscere i personaggi televisivi e ancora di più dove i genitori guardano la TV (certamente se loro no lo fanno, è legittimo non far fare ai figli);
– ho ascoltato amiche-mamme ‘super’ che sempre offrono un’attività educativa ai propri figli e non prendono mai ‘scuse’ come ‘devo cucinare’, ‘devo lavorare’ e certamente non accenderebbero mai la TV perché fa i bambini ‘diventare cretini’. Io ho guardato la TV da quando ero piccola e allora non c’era nessun filtro perché non si parlava di psicologia, si cresceva figli e basta. Dopo due lauree e 3 lingue parlate benissimo, non direi di essere ‘cretina’. Oltre questo dovevo poi capire che queste mamme sono circondate di aiuti: due nonni, una sorella, un nonno attivo che esce i bimbi, almeno una tata full-time. Così, devo dire, tutto è molto più facile. Allora, andando contro tutte le mode della nostra età, io trovo assolutamente legittimo di accendere la TV per un episodio o due di un cartone animato scelto insieme alla fine della giornata. Anche le mamme sono esseri umani. Trovo invece sbagliato dare i cellulari con cartoni animati su YouTube o scaricato su iPad in ristoranti, al tavolo in generale, o per un tempo oltre di un ora al massimo ai bambini sotto tre anni;
– trovo tanti programmi molto positivi, addirittura educativi, ecco alcuni:

  • Peppa Pigci insegna la normalità di una famiglia, delle amicizie, della vita rurale dell’Inghilterra moderna con una pronuncia britannica impeccabile. Adoravo guardarla insieme di Enri.
  • I Superwingsinsegnano geografia e qualcosa di ogni paese dove volano. Lezioni belli e facili ad espandere insegnando ancora di più a loro.
  • I Paw Patrolsempre aiutano agli altri e sono forti in una squadra dove tutti hanno un compito e tutti possono essere diversi.
  • I PJ Maskssono dolcissimi Mini Heroes, non sono perfetti: Gattoboy (perché non Catboy o Ragazzo Gatto) o Geco spesso vogliono fare l’eroe da soli e Gufetta è impaziente, ma sempre imparano la lezione e riescono essere gentili anche con i cattivi. Un mondo competitivo ma raccontato con giochi e scherzi.
  • La Dottoressa Pelucheinsegna ai bambini che i giocattoli possono essere aggiustati e non devono essere buttati via.
  • Curios Georgeè un amore che imparando e facendo sbagli insegna tante cose belle e buone ai bambini. Un programma che guardiamo spesso insieme ancora.

Ad ora, Enrico guarda questi cartoni animati. Ho trovato personalmente dannoso storie come TopoTip. Questo cartone animato fa vedere comportamenti problematici, tipici dell’età del ‘terrible two’ (capricci, mancanza di comprensione, gelosia, egoismo, etc.). Alla fine di ogni episodio il personaggio principale, il piccolo topo capisce che quello che ha fatto o pensato era sbagliato, ma nella mia esperienza il messaggio finale non arriva al pubblico che hanno più o meno 2 anni, i comportamenti dei monelli invece sì. Il mio figlio ha copiato almeno tre episodi, quando ho deciso di non lasciarlo più guardare le avventure di questo animaletto.

Trovo una storia orrenda invece Masha e Orso. Ho parlato con mamme che ne sono entusiaste dicendo che l’orso rappresenta la mamma che sempre comprende e aiuta e risolve problemi… e sa fare tutto (cucinare, cucire, fare giardinaggio, giocare a tennis, suonare il piano, fare trucchi di magia, giocare a scacchi, lavare, pulire, imbiancare muri e posso andare con la lista ancora per ore – e tutto questo abbiamo visto in soli 10 episodi ripetiti mille volte su Rai Yoyo. Io vedo invece un orso infelice che rinuncia alla vita privata, al diritto di una festa di compleanno dove si festeggia lui, che deve fare e rifare tutti i lavoretti di casa mille volte. Vedo una mamma disperata che insegna poco alla propria bimba, se non che essa può fare tutto e di più, addirittura mancare rispetto perché alla fine se ne caverà bene. Un modello abbastanza triste e tradizionale di essere un genitore. E frustrante perché diciamo la verità, noi, mamme, sappiamo fare solo QUASI tutto. Usa anche un linguaggio negativo (Sei brutto e cattivo), che hanno addirittura imitato i bimbi nel mio nido e dovevo capire da dove veniva, siccome noi non usiamo giudizi come ‘sei cattivo’, ma diciamo al massimo ‘questo è un comportamento brutto’. Allora Masha e Orso è stato cancellato dal nostro elenco televisivo presto (anche per il fatto che i programmi di Rai Yoyo non riesco di impostarli in inglese).

Ed ecco il mio messaggio principale:
Filtro attento: Penso che sia importante di guardare ogni cartone animato prima di farli vedere ai bimbi (sotto tre anni soprattutto) e scegliere quelli che non usano disegni troppo sofisticati o sconvolgenti (espressioni esagerati o aggressivi, un fondo troppo pieno) ed oltre la semplicità usa un linguaggio adatto a questa età senza urli, rumori disturbanti o spaventosi (allora niente effetti speciali). Se guardate Peppa Pig, i personaggi sono stati disegnati con poche linee, la barba di Papà Pig ha 7 peli, ma tutti capiscono che ha una barba e non cambiano spesso vestiti (o hanno tanti dello stesso tipo).
Accompagnamento:Guardare la TV non deve essere un’attività che rende isolato un bambino. Noi abbiamo una cucina-living che trovo una cosa stupenda perché mentre cucino, vedo quello che vede Enrico dal sofà e posso commentare, cercare di interrompere richiamando Enrico nella realtà.
Spiegazione: Dopo aver guardato qualcosa insieme, si dovrebbe parlarne, ricapitolando la storia, ripetendo il messaggio, ricordando dettagli e spiegando momenti poco chiari. Ad esempio, Enrico ancora non riesce a ricordare un’intera storia, ma si ricorda di alcune scene che non sempre sono collegate direttamente. Ma vedo che una volta messa tutto in un contesto, guardandolo una seconda volta, si ricorda molto di più.
Tempo e spazio predefinito:Enrico può guardare la TV per 40 minuti (due episodi di PJ Masks or Paw Patrol) al massimo. Succede che con Curioso come George perdiamo un ora, ma mai di più. E lo spazio è anche predefinito: la mia preferenza è la cucina-living, dove siamo comunque insieme e anch’io posso seguire quello che vede lui. Abbiamo un’altro TV nel salone e ogni tanto lui guarda la TV lì, ma ancora una volta, trovo che così si isola di me/noi e non ci piace averlo lontano in un’attività non sorvegliata. Inoltre trovo sbagliatissimo portare la TV con noi, anche se vedo che forse sarà questo il futuro. Penso che anche i cellulari hanno cambiato fortemente la nostra vita, ma non penso che l’hanno resa migliore (se ne fanno studi ormai da un po’ in ogni scienza). La TV sulla spiaggia, in ristorante etc. è una scusa scarsa di un genitore che non riesce controllare i propri figli, ma vuole giustamente avere un po’ di tranquillità… ma perché togliere esperienze come il mare o mangiare insieme ad un bambino?
Indipendenza di cominciare e finire l’attività:Enrico ancora non sa accendere la TV o cambiare canali, questo facciamo insieme, ma sa già che il bottone rosso spegne la macchina. Allora deve spegnerla lui. Così meno drastica la fine della televisione, perché alla fine ha scelto lui di finire guardarla.
Un motivo ci deve essere:il mio ultimo punto è la questione del motivo perché guardiamo la TV. Noi la guardiamo per prendere informazioni (io ormai uso Apple TV e sono diventata un gran TED fan) oppure per rilassarci non pensando dei nostri problemi, ma guardando un po’ la vita di altri, anche se fittivi. Mi sembra giusto di dare allora un motivo anche ai miei bimbi prima di accendere la TV. Io lo faccio usando il vecchio trucco di ‘bribing’: Se sei molto bravo, puoi guardare un episodio di Paw Patrol.Oppure dico: Vogliamorilassarci un po’ sul sofà con George?Perché penso così? Perché trovo sbagliato quando qualcuno usa la TV per sfuggire dalla realtà, per sognare di essere qualcuno c ha visto sulla TV, senza essere capaci di diventare migliori nella vita reale. Per questo festeggio quando vedo che Enrico fa finta di essere un supereroe nei suoi giochi dando via libera alla sua immaginazione che è stata ispirata delle ‘odiata/amata’ televisione.

Sono più che felice di sentire opinioni di altre mamme full-time.

 


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