Mother to Mothers: Come ci condizionano le nostre paure… nel mangiare

Mother to Mothers: Come ci condizionano le nostre paure… nel mangiare

Oggi volevo scrivere alcuni pensieri sul cibo e di alimentazione in generale. Io sono ungherese, sono nata nella nazione del salami e da bambina ho mangiato almeno due volte al giorno la carne. La pasta esisteva da noi, ma principalmente come dolce: con i noci e zucchero o papaveri e zucchero o con la marmellata. E ne mangiavamo poco, perchè la pasta non apparteneva ai cibi importanti. Dovevamo invece mangiare la zuppa (che io odiavo). Approposito, il famoso ‘gulasch’ è una zuppa in Ungheria…
Ho vissuto in Irlanda, dove si mangiava ‘fish fingers’ e ‘chicken nuggets’ con piselli o carota continuamente e questo valeva come un’alimentazione equilibrata. Non vorrei parlare dalla quantità di dolci, caramelle, cioccolata, patatine ed altri che ho visto nella maggior parte delle case.
Arrivando in Italia, ho cambiato dieta: invece di grasso e proteine, ho cominciato a mangiare carboidrati. E in Sicilia si mangia super-bene! Però appena entrata nel club delle mamme in Sicilia sono rimasta scioccata cosa (non) danno mangiare ai bambini.

Sappiamo tutti che entro due anni un bambino deve lasciare le pappe e mangiare tutto quello che mangiano i suoi genitori. Capisco che il peperoncino può aspettare, però parliamo di cibo solido.

Sì, però tutto il mondo intorno ad un bambino è diventato un campo dei demoni, delle paure realistiche e/o irrealistiche. Non vorrei parlare di tutte le stupidaggini che (non) fanno mangiare alle mamme in gravidanza, ma vedo che questo cerchio vizioso comincia là: nel corso di preparto ne parla tanto dello soffocamento.

Per carità: il rischio dello soffocamento esiste ed è anche alto. Bambini piccoli mettono tutto nella bocca e perfino io mi ricordo giorni quando più di tre volte sono entrata in panico perchè mia figlia non ha masticato qualcosa bene e ha avuto riflessi di vomito. La paura c’è. Si deve fare tanta attenzione. Anch’io ho fatto il corso di rianimazione e lo consiglio a tutti i genitori e educatori.

Però me ne sono accorta, che per la paura che un bambino potrebbe soffocare, alcuni genitori evitano cibi solidi: invece della frutta vera danno omogenizzati, carne mai, anche qua omogenizzati, verdure per niente, anche qua ci sono già gli omogenizzati. Invece di tagliare la frutta a pezzetti piccoli e schiacciarli, di spiegare come masticare, di dare piccole opportunità ai bambini di assaporare cibi veri, li riempiamo con omogenizzati. Ancora peggio: con yogurt super-zuccherato che sembra sano, ma non lo è.

La cosa che mi sciocca, che la maggior parte di questi bambini cominceranno poi mangiare cibi solidi in aperitivi e nelle feste e cosa si mangia là? Patatine, pop-corn, pizzette.

Avete già notato che le mamme che sono riempite di paure (e cercano di sembrare super-esperte tra l’altro), hanno bambini con disturbi alimentari? I loro figli o non mangiano, o sono obesi. Un dialogo aperto sul cibo, lo sforzo di cucinare bene e cose buone a casa sembrano solo sogni. Intanto manteniamo aziende che volentieri ci omogeneizzano tutto. Intanto cerchiamo patatine non salate e cioccolata bio. Come se questo cambiasse il fatto, che il nostro figlio non mangia gli alimenti che servono a loro oppure mangia tanto fuori pasti.

La Sicilia è una terra di cucina ottima, ma anche di un gran percentuale di obesità. Dovuto al fatto che si frigge spesso che accanto ai carboidrati si mangia tanto grasso e i carboidrati sono davvero dappertutto. Ordinate un insalata mista in un ristorante che vi portano lattuga con tre fette di pomodori. Una miseria sulla terra della bontà più grande del mondo.

Così onestamente vado molto contro la tendenza  di oggigiorno con l’educazione dei miei figli: loro sono stati allattati per un anno (non di più!), svezzati dal quinto mese, hanno sempre assaggiato tutto quello che volevano dal nostro piatto. Abbiamo fatto attenzione con la fava e le noccioline, rassicurando che potevamo arrivare dal medico nel caso di un attacco allergico, ma per fortuna fin ora non ci serviva l’allarme. Il problema principale che vivo con i miei figli non è il cibo solido, ma la distrazione. Il bambino lo sa che deve masticare ma ha una concentrazione limitata. Si distrae, vede qualcosa e ingoia prima del dovuto. Peggio se sta muovendo mentre mastica. Così la regola numero uno: sii presente nel momento di mangiare con il tuo figlio. Si siede al tavolo (senza giocattoli e televisione), si taglia il cibo a pezzetti, si assaggia prima di avere un’opinione e si mastica insieme. Si sceglie poi il cibo insieme e si discuta cosa fa lo zucchero ai denti e perchè è la frutta importante. Ci vuole molto di più attenzione secondo me nella stanza dei giochi o nelle aree dove il bambino esplora. Il tavolo deve essere e rimanere un punto di incontro, racconto e relax.

Immagine: la nostra lasagna con gli spinaci


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