Libro: Lisa e il PANCIONE della mamma

Libro: Lisa e il PANCIONE della mamma

Un anno fa ero ancora incinta con la piccola Elisabetta e aspettavamo con ansia come il nostro primo figlio, Enrico, l’avrebbe accolta. Abbiamo sentito storie scioccanti di gelosia, di aggressione e regressione in bambini dopo l’arrivo di un secondo figlio, ma noi eravamo convinti che una cosa così bella non deve (per forza) essere un trauma per Enrico. Lo amavamo più di ogni cosa e l’amore non diventa più piccola quando si divide con più persone, ma diventa addirittura più grande. Ma un bambino di un anno e mezzo capirà questo? Per essere sicuri di prepararlo al cambiamento, ho chiamato un libro ad aiuto: Lisa e il PANCIONE della mammada Liesbet Slegers.

Racconta la storia del arrivo di un fratellino con le parole di una bimba, Lisa. Ci fa capire cosa comprendono i piccoli da tutto ciò che accade in questo periodo (la mamma non riesce più a prenderla in braccio o è troppo stanca per giocare con lei, poi papà porta mamma all’ospedale e lei deve andare dai nonni ma vuole la mamma, etc.).

Parlando con l’insegnante del nido dove mandavo Enrico a quel tempo (ancora non potevo fare il nido essendo grossa come un armadio con la mia pancia e anche nel mezzo di un trasloco), siamo state d’accordo che i bambini devono essere preparati, che si deve parlare dei cambiamenti a venire con loro. Ed ecco la mia idea: ho cambiato tutti i riferimenti nel libro a bambini, famiglia etc. recitando la nostra famiglia. Così Lisa, la bimba sull’immagine è diventato Enrico (con un po’ di buona volontà non se ne accorge nemmeno che è una bimba), il fratellino Luca è diventato Elisabetta, etc.

Ecco il titolo cambiato e tre pagine dall’inizio e dalla fine del libro:

Ho letto ad Enrico due volte al giorno questa storia (prima di altre due) ogni giorno dall’inizio maggio fino a metà giugno, quando Elisabetta è nata. All’inizio, Enrico ascoltava senza reagire. La sua insegnante mi ha raccontato un giorno, che chiedendo ai bimbi chi avrebbe avuto un fratellino o una sorellina nel futuro, Enrico si è addirittura girato e ha fatto finta di niente, mentre altri chiacchieravano della possibilità. Stavo già perdendo la speranza.
Poi trasloco, stress, tanto lavoro (abbiamo traslocato il 2 giugno, Elisabetta è nata il 15), ma insistevo alla storia e Enrico lo ascoltava.

Il 16 giugno sono venuti a trovarci in ospedale e il primo impatto della sorellina è stata tragico: Enrico non solo faceva finta che non esistesse la piccola, ma mi ha anche impedita di guardarla o di prenderla in braccio. Per un’ora in ospedale ho fatto la figuraccia più grande della mia vita con il comportamento del mio figlio che si è scatenato e non ascoltava né a me né al suo padre.

Arrivando a casa, il 18 giugno, tutta la famiglia mi aspettava con una confusione incredibile (benvenuta in Sicilia), ed Enrico ha chiaramente rifiutato la sorellina. La scena è stata comica, perché la nonna urlava che lei allora porta via Elisabetta se Enrico non la vuole, che rendeva Enrico piuttosto felice, la Zia che urlava Giuseppe (tutti si chiamano nella famiglia Giuseppe tranne Enrico) mischiando i nomi e chissà cosa voleva dire, 10 persone che volevano solo mangiare, una bambina impaurita, ma meno male mezzo addormentata, una mamma stanchissima e sconvolta e una madrina che poi è arrivata con un camioncino dicendo che questo l’aveva portato Elisabetta per Enrico. Qui ci siamo calmati un attimo.

Ma dopo una settimana nemmeno, la nostra vita è rientrata nella totale normalità. Ho continuato leggere la storia mettendo le frasi nel passato, cambiando un po’ di più la storia, ho continuato anche leggere le altre due storie prima o dopo e meticolosamente seguivo il routine delle nostre giornate di prima – con Elisabetta in fascia e non più in pancia. Sono finalmente riuscita a sedermi e giocare di nuovo con Enrico per terra e penso che lui avrà capito che la vita non è cambiata per il peggio, ma per il meglio. Le prime scene della gelosia tra fratelli ho vissuto quando Elisabetta ha cominciato a gattonare e prendeva i giocattoli di Enrico, ma anche questo ancora molto gestibile. Posso dire che l’arrivo della nostra piccola non ha sconvolto Enrico. Se c’erano momenti brutti (collichette di Eli, irritabilità, capricci) erano dovuti alla stanchezza, e non ad una regressione di Enrico.

Il mio messaggio allora: la gelosia tra fratelli è un riflesso di ciò che credono e fanno sentire i genitori/adulti. Affrontando questa e tante (forse tutte) le altre situazioni prevedibili, i problemi possono non presentarsi o essere gestibili. I libri ancora una volta ci aiutano, se li usiamo bene, con cura e con consistenza. Grazie a Liesbet per la splendida storia.

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