Mother to Mothers: A chi affidare il mio figlio? Asilo-nido, nido in famiglia, tata, nonni vs ragazza alla pari

Mother to Mothers: A chi affidare il mio figlio? Asilo-nido, nido in famiglia, tata, nonni vs ragazza alla pari

Prima di aprire il mio nido in famiglia, anch’io ho fatto il mio giro negli asili-nidi in zona cercando un posto per Enrico e sperando di poter continuare con il mio lavoro originale. Ho anche fatto tutti i miei discorsi con il mio compagno e con altre mamme sulle alternative. Vorrei oggi parlare di questo: dei vantaggi e svantaggi, dei possibili problemi dei diversi tipi di custodia infantile, cioè, a chi lasciare i nostri figli?

Asilo nido pubblico: Sparta del XXI secolo

Parlo sempre dalla mia esperienza privata, ma gli asili-nidi pubblici del Sud mi sembrano piccole scuole per guerrieri in un mondo di lupi. Ci sono tanti problemi di condotto, di gestione gruppi, conflitti. Il personale è abbastanza sovraccaricato e stanco. La proporzione numero bimbi/insegnanti è alta.
Seguono il calendario scolastico, allora nei periodi festivi non saranno aperti e anche con gli orari sono limitati (chiudono verso le 3 di pomeriggio).
Il menu non segue nessuna indicazione salutare e se il bimbo non mangia, nessuno potrà davvero fare attenzione a questo.
Ed anche se si sceglie questa opzione, si deve fare una domanda dichiarando tutto sulla situazione economica della famiglia, così forse il bimbo avrà un posto.

Sicuramente è un vantaggio, che gli asili-nidi pubblici sono i più economici (intorno 150-200 euro per mese a Palermo).

Non sono sicura che abituarsi ad una confusione e una certa anarchia, modi di parlare sbagliati sarà un vantaggio sempre. In una scuola elementare pubblico sicuramente, ma non si deve mai lasciare questa terra bella, ma selvaggia.

Asilo nido privato: Vogliamo bene il tuo figlio se paghi

Io ho scelto un asilo-nido privato per il mio figlio per 6 mesi e mi sono trovata anche bene. Ho trovato un’insegnante super-qualificata, professionale e attenta che ci teneva di parlare con ogni genitore quando poteva. In un gruppo WhatsApp ci mandavano delle foto delle attività, alcuni davvero belle. Il nido che ho scelto io faceva orari lunghissimi: dalle 7.30 di mattina fino alle 7 di sera e solo i giorni festivi chiudeva, ma non faceva chiusura estiva o natalizie.

Ma anche qua ci sono cose da considerare: un asilo-nido privato è sempre un business. I gruppi possono diventare molto grandi. Verso marzo ho notato che il mio figlio arrivava a casa con lividi. Gli insegnanti mi hanno raccontato che faceva parte dei monellini del gruppo, ma anche prima era stato così. Dopo ho capito che il gruppo è arrivato ad un numero oltre di 20 bambini (sotto 3 anni) e due insegnanti presenti. Certamente non sono riuscite più a prevenire ogni bua.
Anche con gli insegnanti ci vuole fortuna: ci sono tante che sono nate per accudire bambini, ne prendono cura col cuore anche nei giorni brutti. Altri sono le solite donne scocciate che fanno sentire ai bambini quando non ce la fanno più. Ci vuole un mare di pazienza con i piccoli perché piangono tanto e non ascoltano quasi mai. A dire il vero è difficile trovare insegnanti qualificati e innati.
Ogni tanto ho avuto l’impressione che l’insegnante del mio figlio non aveva tutto il sostegno del suo supervisore: sono stata presente in incontri tra genitori e insegnanti dove dovevamo ascoltare monologhi lunghi della direttrice su tutto quello che sapeva non lasciando dire nemmeno una parola all’insegnante. Ma a noi interessava come andavano i nostri figli e non la psicologia dietro i morsi.
Asili-nidi privati cercano anche ad offrire servizi (spesso pomeridiani) ai bambini. Un esempio classico è la lezione di inglese. Parliamo di una-due ore alla settimana, asili bilingue sono ancora rari.
Certamente aumentano anche i costi: per un’uscita alle 13 già siamo arrivati a 350 euro che poteva facilmente arrivare a 400 se avessi voluto lasciare Enrico anche nel pomeriggio.

Nido in famiglia: Una forma nuova che richiede competenza della mamma

Nidi in famiglia sono piccoli gruppi di bambini (al massimo 6 bambini nella fascia d’età 0-3) con la mamma di uno dei bimbi come insegnante. L’attività si svolge nella casa della madre di giorno (Tagesmutter) e essa prende cura dei bimbi insieme e ugualmente al proprio figlio.
Una cosa positiva è che parlando di un gruppo piccolo dei bimbi, l’attenzione verso i piccoli è molto alta. Anche il rapporto tra la mamma e la madre di giorno è e deve essere stretto o molto positivo, avendo come target la stessa cosa: il benessere e la buona educazione dei propri figli. C’è un discorso giornaliero discutendo tutte le faccende della giornata e ci si richiede una consistenza tra le ore a casa e quelle nella ‘scuola’.
Si sente spesso dire che i bambini che crescono in famiglia o in nidi familiari (e non in gruppi grandi con altri bimbi) avranno problemi di socializzazione in futuro. Questo è un mito e ha poco che fare con la realtà. Anzi, essendo bambini che crescono in continuo ascolto, considerazione, saranno molto più sensibili per gli altri. Sicuramente diventeranno con meno probabilità di diventare bulli. Ma non c’è una relazione tra il numero degli amici da adulto e il numero nei gruppi frequentati da piccoli.

Al altro lato ci vuole anche una grande competenza della madre nel scegliere un nido in famiglia. Queste attività in Sicilia non sono supervisionate, non c’è il requisito di avere veramente figli nel gruppo o di ottenere una qualificazione. Per lo stesso motivo questi nidi raramente seguono un programma didattico con i bimbi, vanno più per il profilo mamma che è a casa e guarda i piccoli.
I costi sono tra i costi di un asilo-nido pubblico e uno privato, parliamo di 200-250 euro al mese per le mattine.
C’è meno flessibilità negli orari siccome gli insegnanti sono mamme, spesso hanno impegni per i pomeriggi o semplicemente hanno bisogno di ridurre il numero dei bimbi per la seconda metà della giornata. C’è la possibilità di chiedere i servizi anche nelle vacanze (non nei giorni festivi), ma questo è un accordo tra le mamme.
Alcuni nidi hanno cominciato ad inserire programmi per i bambini o per i loro fratelli nei pomeriggi: sento spesso di corsi di lingua, di movimento, di cucina. Dipende sempre dal nido in questione su quale livello vanno fatti questi corsi.

Tata: Molto in moda, ma poco professionale

Tenere i bimbi in casa con un adulto accanto sembra la soluzione perfetta per tante mamme. Ma le esperienze di molte mamme è da considerare. Prima di tutto, è difficilissimo di capire cosa succede in casa quando la mamma non è presente. I bambini (soprattutto piccoli) vanno fuori controllo appena la mamma arriva a casa per pure attenzione. Si può vedere cosa succedeva prima con un intero sistema di sorveglianza istallata, ma questo porta altri problemi con sè.
Agenzie qua in Sicilia che si prenderebbero il compito di selezionare tate qualificate e referenziate non esistono a quanto ne so. Quelli che girano, la maggior parte non ha nessuna qualificazione da educatrice e spesso manca anche la professionalità (parecchi mamme raccontano di ragazze che spariscono da una giornata all’altra).
Spesso si finisce lavorando con una per mesi per poi non trovarsi bene e allora cambiare. Un compito piuttosto stressante se qualcuno deve lavorare e educare figli.
Ci sono anche tante discussioni sui compiti: alcune tate qualificate rifiutano di fare faccende nella casa, poi considerano anche di lavare il cucchiaino dopo la merenda come una e non lo fanno. Giustamente dovrebbero coprire la mamma, allora un minimo di attenzione all’ambiente e un’attenzione altissima nell’ambiente del bambino fa parte del lavoro di una tata (sistemare bene i giocattoli insieme ai bambini, tenere i giocattoli puliti, lo stesso nel bagno e nella cucina). Considero una forma di rispetto di mantenere l’ordine in una casa ordinata. Questo spesso va trascurato pensando che educare un figlio è solamente fare il compagno di gioco.

Sicuramente si ottiene che il bambino va aiutato da un adulto, spesso chiuso a casa. Penso che sia più giusto di chiedere quanto saranno socievoli o capaci di collaborare con altri bambini questi seguiti da tate. Sicuramente si consiglia di mandarli tra altri bambini (in palestra o in parco).
Dovete anche considerare che i bambini hanno bisogno di capire la imprevedibilità nel mondo dei bambini, devono imparare a negoziare, a condividere le cose. Se sono seguiti solo da adulti che lo favoriscono e lo accontentano sempre, avranno un’impressione storta della realtà.
Importante anche che una tata dovrebbe diventare una seconda mamma e non un complice del bambino. Qua mi viene in mente la mia grande delusione di una tata che avevo sopravvalutata: ha seguito la mia richiesta di non accendere mai la televisione per Enrico… gli ha fatto vedere Peppa Pig sul suo telefonino…
Ed ecco che siamo arrivati alla grande questione della responsabilità: chi è responsabile per l’educazione dei bambini? Ascolto spesso tate al parco che parlano male dalle mamme dei bimbi che accudiscono, dicendo che le mamme sempre viziano e non sono mai rigorose con i bambini. Ma che senso ha questo? I bambini sentono quando manca il consenso e vanno per il loro interesse: ottenere un episodio o un gelato da qualcuno. E chi avrà sbagliato? Pensate che le tate sono lasciate da sole da poco, prima le mamme non hanno lavorato e hanno seguito insieme alle tate i propri figli. Potevano dare dritti. Alla fine ogni bambino va educato come i genitori lo vogliono. Le tate dovrebbero diventare complici dei genitori e guide per i bambini e non giudizi di tutti.

Alla fine vorrei anche parlare di un altro fatto tipico: la mancanza della correttezza sui contratti. Le tate sono raramente messe in regole. Lavorano per 4-7 euro all’ora, ma senza il diritto ad una maternità o disoccupazione. Lavorano spesso orari lunghi, anche il weekend e sono anche costrette di essere super-disponibili sia negli orari sia nei compiti.

Trovare una brava tata che collabora con i genitori è comunque un dono grandissimo per :
– l’integrità nell’educazione
– la flessibilità negli orari
– la comodità della casa propria
– la possibilità di sapere una guardia motivata accanto ai bimbi e di poterli mandare anche tra bambini (alle feste un regalo dopo 100 feste di compleanno).

I costi dovrebbero essere tra 5-6 euro più contributi (intorno 1,33 all’ora, TFR e tredicesima) e hanno tutto il diritto alle feste annuali.

Au-pair: La tata straniera

La ragazza alla pari (au-pair) è presente nel mondo delle mamme da un po’. Per regolamento europeo, ragazze giovani possono fare la ragazza alla pari per due anni in un paese abitando con la famiglia (nella maggior parte dei casi). Hanno bisogno di una stanza tutta per loro e dovrebbero lavorare intorno a 6 ore al giorno per la famiglia, prendendo cura dei bambini.
Ci sono tante agenzie che offrono il servizio di trovare ragazze e famiglie (di solito le agenzie di due paesi collaborano) e ormai selezionano delle ragazze controllando referenze.
Si deve considerare il fatto che prendere una ragazza alla pari non soltanto porta una persona sconosciuta nella propria casa (e chi viene da lontano, racconta quello che vuole), ma una cultura nuova che deve trovare accordo con la cultura del paese che la ospita. C’è un rischio alto che la ragazza non si trova bene e allora si cambia delle ragazze spesso, e questo è un carico emozionale anche per i bimbi.
Se la ragazza prende un abitazione fuori della casa della famiglia, i costi si alzano. Per una che prende una stanza in casa, si deve calcolare una paghetta (intorno a 100-150 euro a settimana).
Giustamente queste ragazze dovrebbero socializzarsi, uscire e spesso diventa un problema quando vorrebbero invitare amici o prendere vacanze per viaggi con essi. Parliamo spesso di ragazze dell’università che al massimo hanno qualche esperienza con dei cugini piccoli, ma la maturità e la responsabilità di loro è sempre una questione personale.

Trovando una brava comunque sicuramente dà tanta libertà alla mamma. C’è sempre una persona in casa con loro, possono chiedere 1-2 sere per uscire con i mariti (senza costi in più) e possono addirittura far insegnare lingue ai bambini (anche se queste arrivano di solito per imparare la lingua del paese).

Vorrei anche precisare che un ‘nanny’ (tata in inglese) è un lavoro con qualificazione, sono persone che possono essere lasciate con i piccoli anche per giorni (per un viaggio dei genitori, mentre una ragazza alla pari no). Sono persone referenziate che vivono spesso in un’abitazione fuori casa e pagata dalla famiglia. Guadagnano molto di più (qua non conosco cifre attuali, ma intorno il doppio di una ragazza alla pari) e danno educazione non soltanto custodia ai bambini.

Purtroppo sia le ragazze alla pari, sia le nanny cercano città popolari (Firenze, Roma, Venezia, Milano) e non è sempre facile trovare una per Palermo o restano poco.

Nonni: Persone conosciute con comportamenti sconosciuti

Se avete genitori disponibili, potete considerare di coinvolgere loro nell’educazione e nella custodia dei vostri figli. Con i bambini più grandi questa forma di sistemazione va benissimo: i nonni possono insegnare un mare di cose ai nipoti, sono bravissimi a far fare i compiti e raccontare molto di più dei libri di testo. Ma per bambini piccoli io li sconsiglierei.
Soprattutto perché sarà un shock per voi vedere i vostri genitori educare molto più leggermente i vostri figli. Voi vi ricordate dei dritti rigorosi, mentre lasceranno fare tutto e di più ai vostri figli. Si spiega questo con la gioia di avere nipoti.
Oppure vedrete i vostri genitori super-stressati per la responsabilità e per evitare tutte le bue, metteranno i vostri figli nel passeggino (ben vestiti) e non li faranno mai uscire da là. Ormai è un fatto provato che i bambini che vanno seguiti dai nonni da piccoli sono molto indietro nello sviluppo del movimento o della lingua. I nonni non chiedono, spiegano sempre (va contro l’insegnamento delle lingue), non li fanno fare esperienza per pura paura.
Sono sempre lì a difendere, combattere per i piccoli che li rende meno bravi nelle interazioni con altri bambini.
E permettono di fare tutto ai piccoli senza limiti che porta presto ai conflitti feroci tra mamme e nonne.
Spesso si sentono più agili a casa loro, allora si deve trasferire i figli da loro e poi tremare per i vasi di cristallo che i nonni non vogliono spostare.
Avendo un’età avanzata non saranno capaci di tenere i bambini per lunghe ore, i piccoli sono impegnativi (considerate le settimane prima di camminare).

Così anche se non ci sono costi diretti, si paga per lungo tempo per tanti motivi. I nonni sono perfetti per il tempo libero, non come educatori.

Certamente conosco anch’io tanti che sono stati invece stupendi come aiuto ai genitori: ancora incontro ad esempio un nonno con il suo nipote al parco che insegna ogni volta anche a noi qualcosa sulle piante o sugli animali del parco e dà una guida forte e affidabile al suo nipotino.

 

Alla fine vorrei confessarvi che io penso che sarebbe il più giusto far fare la mamma alle mamme (oppure papà ai papà). In Ungherìa le mamme ancora rimangono a casa con i loro figli per due anni (prima addirittura per 3 anni), il tempo necessario per insegnare a parlare i propri figli, così essi possono raccontare tutto. Possiamo parlare anche di tutti gli svantaggi di questa pratica (perdere lavoro o difficoltà per il datore di lavoro, isolazione della mamma, perdita di una parte del salario, etc.), ma sicuramente dà un’esperienza unica per le donne che possono vivere liberamente, educando i loro figli come vogliono. Già…


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